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Cala:
(1'467 m.s.m.) La "Degagna" di Cala la si raggiunge (ore 1.30)
percorrendo il sentiero che dal fondovalle di Chironico
porta al rifugio dell'Alpe Sponda. In questo nucleo
compatto, situato su di un ampio terrazzo rivolto a Sud-Est,
si trova un oratorio risalente al 1500 dedicato a San
Bernardo. Fu visitato nel 1602 dal cardinale Federico
Borromeo. Gli affreschi che si trovano all'interno
raffigurano scene della vita del santo e di sua sorella
Ombelina.
Dopo Cala, il sentiero si dirama; proseguendo in piano ci si
porta al fiume Ticinetto in località Ragada (1505 m),
deviando a destra invece, si sale in direzione dell'alpe di
Sponda (1930m) e successivamente al rifugio.
Cala è collegata a Chironico da un funivia privata
impiegata unicamente per il trasporto di materiale.
Gli alpeggi
La
particolarità che colpisce maggiormente
l'escursionista è sicuramente il gran numero di
monti, alpi e corti che si incontra lungo il cammino.
Si tratta di una muta testimonianza dell'ingegno e della
tenacia (gli ultimi alpi ad essere caricati furono negli
anni '70: Sponda e Töira) che permise agli abitanti
della zona di sopravvivere in un ambiente così
estremo.
Nel corso dei secoli, gli abitanti di Chironico,
analogamente a quelli di altre valli, avevano sviluppato un
sistema di vita assimilabile ad una forma di nomadismo che
permetteva uno sfruttamento ottimale del territorio.
Gli animali, l'unica ricchezza e fonte di sostentamento,
trascorrevano il periodo più freddo al piano (da fine
gennaio a fine marzo). Aprile e maggio erano trascorsi sui
maggenghi di Sgnoi (1247 m) e Artengo (1338 m) e appena la
neve si scioglieva si saliva ai monti di Cala
(1467 m)
e Doro
(1537 m).
A fine giugno si partiva per gli alpi Sponda e Töira e
alle corti più avanzate di Veslé, Moncucco,
Legnei, Gardiscio e Campioni per poi ridiscendere a tappe a
partire da fine settembre. La gestione di questo complesso
sistema d'alpeggio era regolata da due "consoli" che
venivano eletti annualmente dall'assemblea dei patrizi di
Cala e Doro.
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